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PROPAGANDA DI GUERRA
Per tutti i paesi belligeranti è assolutamente necessario ottenere il massimo consenso e il sostegno attivo
delle popolazioni, che con il lavoro, l’entusiasmo e il contributo finanziario finiscono per sostenere gli
altissimi costi del conflitto (per un totale di oltre 956 miliardi in marchi oro), sopportando nel contempo l’estesissimo
e quasi generalizzato lutto collettivo che la guerra impone.
Il convinto o quantomeno manifesto consenso delle popolazioni viene ottenuto attraverso la propaganda e la complessiva
mobilitazione della società. Le scuole, le istituzioni, i quotidiani e i giornali illustrati divulgano le
ragioni del conflitto, mentre, anche per chi non sa leggere, manifesti, giornali e cartoline illustrate rendono
popolari i volti dei governanti e dei capi militari, così come i principali luoghi, fronti e battaglie del
conflitto.
Nelle immagini della propaganda, la guerra è sempre giusta e vittoriosa, mentre il nemico è immancabilmente
infido, cattivo e in malafede. Anche i bambini vengono arruolati come piccoli attori di una guerra-gioco, mentre
enti pubblici e comitati privati raccolgono fondi per sostenere i combattenti e la produzione bellica smerciando
immagini e oggetti (gadget) propagandistici.
In tutti i paesi in guerra artisti famosi e anonimi illustratori vengono mobilitati per dipingere il miglior volto
della guerra: manifesti e cartoline, giornali illustrati, documentari e pellicole cinematografiche presentano il
lato conveniente e propagandistico della guerra, mentre scene guerresche e militari compaiono persino su piatti,
bicchieri, tazze, soprammobili e vasi, entrando così fin nelle case e nei salotti della gente.
Questa “moda” influenza anche i combattenti, che a loro volta, nelle retrovie dei vari fronti, con
residuati di armi e proiettili vari realizzano una consistente produzione di oggetti-ricordo: anelli, braccialetti
e tagliacarte, fermacarte, penne e calamai, portacandele, servizi da fumo, vasi dalle forme più diverse
lavorati a sbalzo o a punzone, decorati con scritte, disegni o vedute dei principali luoghi di guerra frequentati
dai loro realizzatori.
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