LA MEMORIA DELLA GUERRA - UN ECOMUSEO SENZA CONFINI

  

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UN ECOMUSEO SENZA CONFINI

Oggi, a più di ottant’anni dalla fine del conflitto, i monumenti e i diversi segni della Grande Guerra che ancora insistono sul territorio (trincee e camminamenti parzialmente sommersi dai detriti e dalla vegetazione, caverne e gallerie, cimiteri dismessi, lapidi e iscrizioni nella pietra, cippi e monumenti dimenticati…), diventano elementi significativi di un complessivo discorso escursionistico, divulgativo ed educativo, rivolto in particolare alle giovani generazioni e al largo pubblico, in grado di “raccontare la guerra” dal punto di vista delle diverse parti in causa, cioè delle nazioni e dei popoli coinvolti nel conflitto, operando nei fatti il superamento di un ormai inadeguato approccio nazionalistico, in favore del dialogo internazionale e della costruzione di una comune cultura europea.
A Redipuglia si compie in maniera irripetibile la sovrapposizione tra museo e territorio in un unico sistema in grado di unire l’approccio didattico dell’esposizione museale all’emozione prodotta dall’area monumentale, elemento della memoria di straordinaria importanza ed efficacia (con l’adiacente Parco della Rimembranza del Sant’Elia, il Cimitero militare austro-ungarico e la “Zona sacra” del San Michele), capace di legare la commemorazione dei centomila caduti della III armata all’universale discorso di pace che ogni anno, nella ricorrenza del 4 novembre, proprio da Redipuglia rinnova il suo monito e la sua speranza.
Recentemente sul monte Sei Busi è stata recuperata a fini didattici la “Dolina dei Cinquecento” (o “dei Bersaglieri”) e le adiacenti trincee italiane e austro-ungariche, che già oggi rappresentano un ulteriore elemento di approfondimento per una moderna archeologia bellica del conflitto, mentre sono annunciati ulteriori interventi di sentieristica, ripristino e didascalizzazione storica del territorio sul Carso isontino e monfalconese.
Numerosi anche gli interventi oltre confine: nei dintorni di Caporetto l’omonimo museo sta approntando un percorso storico-naturalistico capace di legare i sentieri storici della Grande Guerra alle bellezze naturali dei luoghi, le trincee e le cannoniere del monte Vodice, a picco sulla valle dell’Isonzo nei pressi del Monte Santo, sono state ripulite e ripristinate per impulso dell’associazione Soška Fronta, mentre un ulteriore intervento sul Sabotino è in avanzata fase di realizzazione. Infine, poco oltre il confine con l’Austria, al Passo Monte Croce Carnico, gli Amici delle Dolomiti (Dolomitenfreunde) insegnano come debba essere allestito e soprattutto conservato nel tempo un “Museo all’aperto” sul Pal Piccolo.
Infine, da una parte e dall’altra del confine, operano a fini sostanzialmente didattici e divulgativi, veri punti di riferimento per scuole, appassionati e curiosi, diversi musei storici capaci di contestualizzare territorialmente gli eventi bellici: il museo della Grande Guerra di Gorizia si trova ad operare, in un contesto di “confine”, sugli stessi luoghi in cui si è svolta larga parte del conflitto italo-austriaco del ‘15-18. Altri musei insistono su questo territorio della memoria: oltre confine, in Slovenia, il museo di Kobarid (Caporetto) e, in Austria, a Kötschach-Mauthen, poco oltre il passo di Monte Croce Carnico, il museo dedicato al fronte italo-austriaco “dall’Ortles all’Adriatico” promosso dall’Associazione Dolomitenfreunde-Amici delle Dolomiti, costituiscono due chiari esempi di come si possa, oggi, raccontare la guerra con uno spirito di pace e collaborazione internazionale. In tale contesto si inserisce anche il museo storico militare di Redipuglia, che dal 1995 ha ampliato le sue collezioni compiendo un ulteriore salto di qualità soprattutto per quanto riguarda la parte didattica, alla quale hanno fattivamente collaborato anche le amministrazioni locali su cui l’area del sacrario insiste, a dimostrazione di come sia possibile, anche con risorse limitate, compiere una doverosa opera di rinnovamento storiografico e divulgativo. Accanto a questi musei, che possono a pieno titolo sostenere il confronto con le migliori analoghe realtà museali italiane ed europee, vanno citate alcune altre realtà espositive minori, come il museo di Timau in Carnia (nei pressi dell’omonimo Sacrario) e il piccolo museo dedicato al fronte dell’Isonzo che è visitabile sul Monte Santo (Sveta gora), nelle vicinanze del ricostruito santuario a ridosso di Nova Gorica.




 
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